Fondazione Franceschetti e Di Cola

                                               

Via Annia (Tracciato da Rottanova ad Agna)

Via Annia (Tracciato da Rottanova ad Agna)
Ricostruzione a cura di Lorenzi Claudio

Si presume che la sua costruzione, secondo le teorie più accreditate, sia del 132-131 a. C. dal
Pretore Tito Annio Rufo,dal quale deriverebbe il nome della Via.
Piu precisamente si ritiene che il Console Publio Popillio Lenate abbia steso una strada da
Rimini fino ad Adria e che da qui un anno dopo nel 131 il pretore Annio Rufo l’abbia prolungata
per collegare Adria con Padova ( Patavium ),Altino (Altinum ) e Aquileia.
Tale strada è stata concepita dai Romani come strumento di congiunzione tra i territori a Sud
del Po e le aree a Nord della penisola.
Il tratto della Via Annia da Adria a Padova non è riportato dagli antichi itinerari e perciò è molto
difficile risalire al tracciato,poichè non esiste alcuna testimonianza iscrizioni,epigrafi o pietre
miliari che ne renda concretamente visibile lo sviluppo stradale.

Uniche testimonianze del passaggio della strada sono,alcuni ritrovamenti archeologici,alcune
indicazioni toponomastiche e le foto aeree che la rendono in parte visibile.
Ancor oggi alcuni tratti sono visibili e riconoscibili sia in foto aree, che nell’immagine satellitare.

Immagine satellitare da Google anno 2014

Fotografia aerea 4 Giugno 1983 visione d’insieme.

Il tracciato lambiva il territorio Cavarzerano a Sud dell’Adige passando da Rottanova ad Agna
per proseguire per Padova
Il percorso di un rettifilo di oltre 4 Km con direzione sud-est/nord-ovest, a nord dell’Adige
che da Rottanova, con direzione N 50° O, attraversa le località Marchesa e Rossetta in territorio
Veneziano,Pascolon e Ponte Fienile in territorio Padovano giungendo in corrispondenza del centro
di Agna, dove sono noti ritrovamenti di età Romana.

A nordovest di Rottanova, il tracciato è intersecato da una lineazione doppia,questa definita
in letteratura DECUMANUS MAXIMUS con una larghezza di circa 32 metri e un Azimut N.45 °

Foto aerea 22 Luglio 2009

Utilizzazione

La giurisdizione di Cavarzere è interessata da 1.840 metri lineari, che si sviluppano lungo la parte occidentale del territorio, per confluire in territorio padovano entro i confini del comune di Agna.
La Via Annia pavimentata vicino ai centri con basolati massici di trachite, mentre al di fuori la strada era costituita da ghiaie pressate e non da basoli e proprio per questo motivo non si è conservato quasi nulla di questi tratti viari.Presenta una larghezza di base che si può calcolare
di oltre una quindicina di metri e se compresi i fossi laterali,di oltre una ventina ,e un Azimut N. 135°
La tipologia a doppio scolo laterale (“binari” scuri dei fossati), l’andamento rettilineo e l’opportunità di collegamenti con altri tracciati viari. non permettono di nutrire dubbi sulla “romanità”della via Ancor oggi rinvenibili in parte è stata una delle più importanti e fondamentali vie di comunicazione dell’impero Romano dove marciavano le legioni e trottavano i cavalli per portarsi verso la direttrice transalpina,arrivando fin dentro il centro dell’europa.

Tavola Peutingeriana

E’ una strada ‘invisibile’, ovvero il suo tracciato – a differenza di molte altre grandi vie storiche – non è più fisicamente percorribile.
Visti tutti i ritrovamenti molto ben documentati di seguito elencati è impossibile dire che una strada romana non passasse su questa zona

Ritrovamenti a Rottanova comune di Cavarzere Venezia

La giurisdizione di Cavarzere è interessata da 1.840 metri lineari, che si sviluppano lungo la parte occidentale del territorio, per confluire in territorio padovano entro i confini del comune di Agna.
La Via Annia pavimentata vicino ai centri con basolati massici di trachite, mentre al di fuori la strada era costituita da ghiaie pressate e non da basoli e proprio per questo motivo non si è conservato quasi nulla di questi tratti viari.Presenta una larghezza di base che si può calcolare di oltre una quindicina di metri e se compresi i fossi laterali,di oltre una ventina ,e un Azimut N. 135°
La tipologia a doppio scolo laterale (“binari” scuri dei fossati), l’andamento rettilineo e l’opportunità di collegamenti con altri tracciati viari. non permettono di nutrire dubbi sulla “romanità”della via Ancor oggi rinvenibili in parte è stata una delle più importanti e fondamentali vie di comunicazione dell’impero Romano dove marciavano le legioni e trottavano i cavalli per portarsi verso la direttrice transalpina,arrivando fin dentro il centro dell’europa.

La seguente bibliografia è stata indispensabile per ottenere questo lavoro.
AA.VV. Atlante Geologico della Provincia di Venezia 2011.
AA.VV. La Via Annia il corridoio della memoria,G.A.L Veneto Orientale 2005.
AA.VV. La Via Annia un lungo viaggio nel tempo verso Aquileia Comune di Aquileia 2010.
AA.VV. Territorio e popolamento in Bassa Padovana Gruppo Bassa Padovana Stanghella 1982.
AA.VV. Via Annia progetto e valorizzazione di un’antica strada Romana Il Poligrafico 2009.
A. BONDESAN , M. MENEGHEL Geomorfologia della Provincia di Venezia. Padova 2004.
A. GRILLI Il sistema viario romano, “Antichità Altoadriatiche”,1979.
A.RONDINA Adria la citta ,le sue vie ,la sua storia Adria 2009.
B.DOTTO Il tracciato della via Annia tra ipotesi e realtà
B.M.SCARFI’,Studi di archeologia della x regio in memoria di Michele Tombolani Roma 1994.
C.BULLO Cavarzere e il suo territorio 1864.
D.GALLO,F.ROSSETTO, Per terre e per acque. Vie di comunicazioni nel Veneto dal Medioevo
alla prima età moderna, 2003.
E.PETTENO A.VIGONI Il tratto della via Annia presso Agna Padova
E. ZERBINATI, Una lettera inedita di Theodor Mommsen nella biblioteca dell’Accademia dei
Concordi, 2007.
E.ZERBINATI, Viabilità d’epoca romana Padova 2003.
F.STOPPINI In volo alla ricerca della via Annia AG 2010.
G.CAVALIERI MENASSE Il veneto nell’eta romana 1987.
L. BOSIO, Itinerari e strade della Venetia romana, Padova.1970.
L. BOSIO, La via Popillia – Annia, «Antichità Altoadriatiche», 1990.
L. BOSIO, Le strade romane della Venetia e dell’Histria, Padova 1991.
M.DE FRANCESCHINI, Le ville romane della X regio ( Venetia et Histria ) Roma 1998.
PAT Comune di Agna 2013.
PAT Comune di Cavarzere 2008.
P.ZATTA Archeologia in Saccisica 2008.
R.FERRARESE Il Veneto paese per paese 1998.
R. FERRARESE Via Popilia e Via Annia La nuova scintilla 2014.
R. PERETTO La centuriazione dell’agro di Adria”. Stanghella 1993.
R.PERETTO E. ZERBINATI Il veneto nell’età romana verona 1987.
S.BONOMI G.CRESCI MARRONE Pietra miliare di Publio Popilio Lenate 2002.
S. BONOMI, R. SIGOLO, Le pietre parlano: il lapidario Romano di Adria, Adria.2006.
S. BORTOLAMI, Da ‘Casale’ a ‘Casalserugo’. Il lungo medioevo di un territorio e di una società,
Casalserugo 2008.
S.BRUSCHI Cona la trasformazione di un territorio, Comune di Cona 2004.
Le foto aeree sono di proprietà della Regione del Veneto – Ufficio Cartografico.
Regione del Veneto – L.R. n. 28/76 Formazione della Carta Tecnica Regionale
http://www.dati.gov.it/iodl/2.0/

Ritrovamenti nel Comune di Agna Padova

1 ) In località Brolo nei pressi del centro di Agna furono rinvenute alcune anfore.
2 ) In Via Bosco si rinvennero una lancia in bronzo romana,un sottogola per elmo e un accessorio per cocchio.
3 )In località non precisata fu rinvenuto un frammento di tegola con il bollo di Ancharius ed una tegola con il bollo di Blandus L.questi collocati in Municipio.
4 ) Presso il fondo Comunian a circa 500 mt a Ovest dell’edificio aziendale, negli anni ottanta venne alla luce un pozzo per acqua con rivestimento in laterizi ad arco di cerchio con la parte inferiore in frammenti di laterizi.
5 ) Nell’archivio della Soprintendenza Archeologica di Padova negli anni 1967-68 è registrato il rinvenimento ad Agna di resti di tombe romane,selciati di strade,numerose grosse fondazioni e resti
di pavimentazione.
6 ) Nel 1985 lungo il lato Sud di Via Cimitero furono recuperati una novantina di frammenti vascolari in ceramica grigia,associati a pezzi di embrice romano.
7 ) Raccolte di superficie,effettuate in tempi diversi in un terreno retrostante la chiesa parrocchiale hanno restituito materiali che non è possibile stabilire se provengono da abitazioni o da tombe.
Si tratta di un asse di M.Attilius saranus anno 148 a.c.,uno di L. Saufeius anno 138 a.c.e un denario di C. Memmius C.F. di età repubblicana dell’anno 108 a.c;un asse di M. Salvius Otho di età augustea anno 7 a.c.,un asse dell’epoca di Claudio e un denario di Traiano del 98-117 d.c,oltre ad
altre monete illeggibili dalla corrosione;due tintinnabula in bronzo di età romana imperiale;ancora in bronzo un amuleto fallico,sempre di età imperiale,una fibula tipo Ascissa,databile alla prima metà del I sec.d.C.,e un elemento a forma di sfinge seduta sulle zampe posteriori,

Sfinge Alata ( Agna PD )

infine quattro elementi di collana in pietra dura color nero o bruno intenso riferibili ad Età romanaimperiale,il tutto presente al museo Etnografico di Stanghella.
8 )In località Ponte Fienile da fonti locali fu ritrovato un sesterzio di T. Claudius Nero Drusus attribuibile all’anno 42 d.c.